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Tiroidite di Hashimoto: alimentazione consigliata e cibi da evitare

La tiroidite di Hashimoto è la causa più frequente di ipotiroidismo nei paesi occidentali, una malattia autoimmune cronica che coinvolge la tiroide. Sebbene il trattamento principale sia farmacologico, alcuni accorgimenti alimentari possono affiancare la terapia nella gestione della malattia.

Cos’è la tiroidite di Hashimoto

La tiroidite di Hashimoto è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca progressivamente il tessuto tiroideo, causando un’infiammazione cronica della ghiandola. Nel tempo, questo processo porta a una progressiva riduzione della produzione di ormoni tiroidei, con conseguente sviluppo di ipotiroidismo. È più frequente nelle donne tra i 30 e i 50 anni, e la sua progressione è generalmente lenta, tanto che la diagnosi avviene spesso mesi o anni dopo l’esordio effettivo della malattia.

Come si arriva alla diagnosi

La diagnosi si basa su esami del sangue che misurano i livelli degli ormoni tiroidei (FT4 e TSH) e la presenza di anticorpi anti-perossidasi tiroidea (anti-TPO), tipicamente elevati nella tiroidite di Hashimoto. Le cause esatte della malattia non sono completamente chiarite, ma la predisposizione genetica sembra giocare un ruolo importante, insieme a fattori ambientali e alla possibile presenza di altre malattie autoimmuni concomitanti.

Il ruolo di iodio e selenio

Lo iodio è un elemento centrale nella sintesi degli ormoni tiroidei, ma in questa tiroidite un eccesso di iodio nella dieta può, in alcuni casi, peggiorare l’infiammazione autoimmune della tiroide: per questo un apporto equilibrato, né carente né eccessivo, è generalmente preferibile, sempre sotto indicazione medica. Il selenio è un oligoelemento essenziale per il corretto funzionamento della tiroide e del sistema immunitario, e alcuni studi hanno esplorato il possibile ruolo della sua integrazione in questa tiroidite; tuttavia, le revisioni sistematiche della letteratura scientifica più recenti non forniscono al momento evidenze sufficienti a sostenere un uso routinario della supplementazione di selenio in questa condizione, motivo per cui qualsiasi integrazione va sempre discussa con il medico curante.

Alimentazione consigliata

Non esiste una dieta specifica in grado di curare la tiroidite di Hashimoto, ma mantenere un peso corporeo adeguato e praticare regolare attività fisica sono generalmente raccomandati, poiché l’ipotiroidismo associato tende a rallentare il metabolismo basale. Un’alimentazione equilibrata, simile ai principi della dieta mediterranea, con un apporto adeguato di iodio (senza eccessi), proteine e micronutrienti, rappresenta generalmente l’approccio più sensato, da personalizzare comunque in base al singolo caso clinico.

Alimenti gozzigeni: quanto contano davvero

Alcuni alimenti, come i cavoli e altre crucifere, contengono sostanze chiamate goitrogeni, che in teoria possono interferire con l’assorbimento di iodio da parte della tiroide. Nella pratica clinica, un consumo moderato e cotto di questi alimenti, come avviene normalmente in una dieta varia, non rappresenta generalmente un problema significativo per la funzionalità tiroidea, e non è necessaria un’eliminazione sistematica di questi alimenti se non su specifica indicazione dell’endocrinologo curante.

Domande frequenti

Bisogna eliminare il glutine in caso?

Non esiste un’indicazione generalizzata in tal senso, se non in presenza di una concomitante celiachia o sensibilità al glutine diagnosticata: l’eliminazione del glutine senza una reale indicazione clinica non ha basi scientifiche solide per la sola tiroidite di Hashimoto.

Il selenio va sempre integrato in caso di Hashimoto?

No, le evidenze scientifiche attuali non sono sufficienti a raccomandarne un uso routinario: l’eventuale integrazione va sempre valutata e prescritta dal medico curante caso per caso.

La dieta può sostituire la terapia con levotiroxina?

No, quando è presente ipotiroidismo conclamato la terapia sostitutiva con ormone tiroideo (levotiroxina) resta il trattamento principale e insostituibile; l’alimentazione ha un ruolo di supporto, non sostitutivo della terapia farmacologica.

Quando rivolgersi a un nutrizionista

Un nutrizionista, in collaborazione con l’endocrinologo, può impostare un’alimentazione di supporto per chi convive con questa tiroidite, senza sostituire la terapia farmacologica prescritta.

Medico effettua un controllo clinico a un paziente durante una visita

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Fonti

ISSalute: Tiroiditi: disturbi, cause e cura, https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/t/tiroiditi

Fonti e Riferimenti Scientifici

  • PubMed (National Library of Medicine): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/?term=Tiroidite%20Hashimoto%20alimentazione%20consigliata%20cibi%20evitare
  • European Food Safety Authority (EFSA): https://www.efsa.europa.eu/en/topics/topic/dietary-reference-values
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