Il glaucoma rappresenta una delle principali cause di cecità irreversibile nel mondo, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO), colpendo oltre 76 milioni di persone a livello globale. Quando la terapia medica con colliri e il trattamento laser non risultano sufficienti a controllare la pressione intraoculare e a limitare la progressione del glaucoma, la chirurgia diventa la strada più indicata. Tra gli interventi chirurgici disponibili, la trabeculectomia rappresenta da decenni il gold standard della chirurgia del glaucoma, offrendo risultati solidi e duraturi in mani esperte.
Che cos’è la trabeculectomia?
La trabeculectomia è un intervento chirurgico di filtrazione oculare finalizzato a ridurre la pressione oculare creando una nuova via di deflusso dell’umore acqueo. L’umore acqueo è il liquido prodotto all’interno dell’occhio che, in condizioni fisiologiche, drena attraverso il trabecolato, una struttura a rete posta nell’angolo irido-corneale. Nel glaucoma, questo sistema di drenaggio funziona in modo insufficiente, determinando un aumento della pressione dell’occhio che, nel tempo, danneggia il nervo ottico e compromette il campo visivo.
Con la trabeculectomia, il chirurgo crea una piccola apertura nella sclera (la parte bianca dell’occhio) attraverso cui l’acqueo può filtrare verso uno spazio sottostante la congiuntiva, formando una struttura chiamata bozza di filtrazione. Questo meccanismo consente di abbassare stabilmente la pressione intraoculare, riducendo il rischio di progressione della malattia e proteggendo la funzione visiva residua. Si tratta, in sostanza, di un intervento filtrante che crea una nuova via di deflusso bypassando il trabecolato compromesso.
Quando è indicato l’intervento chirurgico per il glaucoma?
Le linee guida della Società Oftalmologica Italiana (SOI) e dell’American Academy of Ophthalmology (AAO) indicano la chirurgia del glaucoma nei casi in cui la progressione del glaucoma non sia adeguatamente controllata dalla terapia medica massimale (più colliri in combinazione) o dal trattamento laser. In particolare, gli interventi per il glaucoma di tipo chirurgico sono raccomandati quando:
- La pressione oculare rimane elevata nonostante l’uso di più colliri ipotonizzanti
- Si documenta una progressione del danno al nervo ottico o del campo visivo
- Il paziente presenta intolleranza o scarsa aderenza alla terapia medica
- Il tipo di glaucoma (ad esempio glaucoma ad angolo chiuso o glaucoma congenito) richiede un approccio chirurgico primario
- Il trattamento con laser selettiva (SLT) non ha prodotto risultati sufficienti nel ridurre la pressione
Prima di considerare la chirurgia, spesso viene valutato il trattamento con il laser SLT glaucoma, una procedura minimamente invasiva che agisce sul trabecolato migliorandone il deflusso. È fondamentale, inoltre, riconoscere per tempo i segnali della malattia: approfondisci i glaucoma sintomi iniziali per capire quando consultare uno specialista.
Come si svolge l’intervento: dalla preparazione alla sala operatoria
Preparazione prima dell’intervento
Prima dell’intervento, il paziente viene sottoposto a una valutazione oculistica completa che include la misurazione della pressione intraoculare, l’esame del nervo ottico, la periferia del campo visivo e la pachimetria corneale. Vengono sospesi eventuali farmaci anticoagulanti (previo accordo con il medico internista) e vengono instillati colliri antibiotici profilattici nei giorni precedenti. Il team oculistico fornirà istruzioni precise sul digiuno e sull’igiene oculare preoperatoria.
Tecnica chirurgica e anestesia
La trabeculectomia viene eseguita in regime ambulatoriale o di day surgery, generalmente sotto anestesia locale (sottotenon o peribulbare), associata a una leggera sedazione per garantire il massimo comfort al paziente. Quanto dura una trabeculectomia? L’intervento ha una durata media di 45-60 minuti, anche se la tempistica può variare in funzione della complessità del caso e dell’esperienza del chirurgo.
Durante la procedura, il chirurgo solleva un lembo congiuntivale e sclerale, rimuove un piccolo blocchetto di tessuto trabecolare e crea una iridectomia periferica per prevenire il blocco pupillare. Il lembo sclerale viene suturato con precisione microchirurgica per regolare il deflusso dell’umore acqueo. In molti casi vengono utilizzati agenti antimetaboliti come la Mitomicina C o il 5-Fluorouracile per ridurre la cicatrizzazione della bozza di filtrazione e migliorare i risultati a lungo termine, come raccomandato dalle linee guida dell’AAO.
Convalescenza e recupero dopo la trabeculectomia
Come si vede dopo una trabeculectomia? Nei giorni immediatamente successivi all’intervento chirurgico, la visione può risultare temporaneamente offuscata o ridotta a causa dell’edema, della bassa pressione oculare (ipotonia) o delle variazioni del film lacrimale. Nella maggior parte dei pazienti, la visione si stabilizza progressivamente nelle settimane successive, ma è importante avere aspettative realistiche: la chirurgia non recupera il danno visivo già instaurato, ma mira a limitare la progressione del glaucoma e a preservare la funzione residua.
Durante la convalescenza, che si estende generalmente da 4 a 8 settimane, è necessario:
- Instillare regolarmente i colliri antibiotici e antinfiammatori prescritti
- Evitare sforzi fisici, sport da contatto e ambienti polverosi
- Non strofinare o premere sull’occhio operato
- Sottoporsi ai controlli oculistici ravvicinati stabiliti dallo specialista
- Proteggere l’occhio con un occhialino nelle prime notti
Complicanze e rischi dell’intervento chirurgico
Come ogni intervento chirurgico, anche la trabeculectomia comporta potenziali complicanze, che le strutture oculistiche d’eccellenza minimizzano grazie all’esperienza chirurgica e ai protocolli di sorveglianza postoperatoria. Le principali complicanze includono:
- Ipotonia (pressione oculare eccessivamente bassa), con possibile visione offuscata transitoria
- Endoftalmite (infezione intraoculare grave, rara ma seria)
- Cataratta, che può svilupparsi o accelerarsi nei mesi/anni successivi
- Fallimento della bozza di filtrazione per cicatrizzazione eccessiva
- Emorragia della camera anteriore o distacco coroideale
Il National Eye Institute (NEI) sottolinea come il successo a lungo termine della trabeculectomia dipenda dalla qualità del follow-up e dall’aderenza del paziente alle indicazioni postoperatorie. In caso di fallimento della bozza, possono essere necessari aggiustamenti delle suture, needling o un reintervento.
Quali sono le alternative: MIGS e intervento laser
Negli ultimi anni, la chirurgia del glaucoma si è arricchita di nuove opzioni minimamente invasive, note come MIGS (Minimally Invasive Glaucoma Surgery), che includono micro-stent come l’iStent o il Hydrus Microstent. Questi dispositivi migliorano il deflusso dell’umore acqueo attraverso il trabecolato con un profilo di sicurezza elevato, risultando particolarmente indicati nei glaucomi lievi-moderati, spesso in combinazione con la chirurgia della cataratta. La scelta tra trabeculectomia, MIGS o intervento laser dipende dal tipo di glaucoma, dallo stadio della malattia e dalle caratteristiche individuali del paziente, e deve essere effettuata da uno specialista esperto in cura del glaucoma.
Qual è il miglior intervento per il glaucoma? Non esiste una risposta universale: la strategia ottimale è sempre personalizzata. Le cliniche specializzate di riferimento, come quelle associate a querzo.com, effettuano una valutazione multidimensionale per identificare l’approccio più adatto a ogni paziente, integrando le più recenti evidenze scientifiche con l’esperienza clinica del team chirurgico.
Domande Frequenti (FAQ)
Che cos’è la trabeculectomia e a cosa serve?
La trabeculectomia è un intervento chirurgico filtrante per il glaucoma che crea una nuova via di deflusso per l’umore acqueo, riducendo la pressione intraoculare e proteggendo il nervo ottico dalla progressione del danno glaucomatoso.
Quanto dura una trabeculectomia?
L’intervento dura mediamente tra i 45 e i 60 minuti, viene eseguito in anestesia locale con sedazione e non richiede generalmente il ricovero notturno (day surgery).
Come si vede dopo una trabeculectomia?
Nei primi giorni post-operatori la visione può essere temporaneamente ridotta o offuscata. Il recupero visivo avviene progressivamente nelle settimane successive. È importante ricordare che la chirurgia non recupera il danno visivo già presente, ma mira a bloccarne la progressione.
Qual è il miglior centro per il glaucoma in Italia?
In Italia esistono numerose strutture oculistiche d’eccellenza specializzate nella cura del glaucoma. La scelta del centro ideale dovrebbe basarsi sull’esperienza certificata del chirurgo, sul volume di interventi eseguiti, sulla disponibilità di tecnologie diagnostiche avanzate e sulla qualità del percorso di follow-up. Piattaforme come querzo.com possono aiutare il paziente a individuare centri specializzati di alto livello su tutto il territorio nazionale.
La trabeculectomia è definitiva o può essere necessario un secondo intervento?
La trabeculectomia ha generalmente un buon tasso di successo a lungo termine, ma in alcuni casi la cicatrizzazione della bozza di filtrazione può ridurne l’efficacia nel tempo. In questi situazioni, lo specialista può ricorrere a procedure di revisione (needling) o, nei casi più complessi, a un reintervento chirurgico.
Fonti Scientifiche e Bibliografia Autorevole
- American Academy of Ophthalmology (AAO) – Linee guida sul glaucoma e sulla chirurgia filtrante
- Società Oftalmologica Italiana (SOI) – Raccomandazioni per la diagnosi e il trattamento del glaucoma
- National Eye Institute (NEI) – Glaucoma: diagnosis, treatment and surgery
- Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO) – World Report on Vision 2019
- Gedde SJ et al. “Treatment Outcomes in the Tube Versus Trabeculectomy (TVT) Study After Five Years of Follow-up.” American Journal of Ophthalmology, 2012.
- Rolim de Moura C, Paranhos A Jr, Wormald R. “Laser trabeculoplasty for open angle glaucoma.” Cochrane Database of Systematic Reviews, 2007.
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