Artrosi alle mani: come si manifesta e come si tratta
L’artrosi delle mani è una delle forme più diffuse di artrosi: colpisce circa il 26% degli uomini e il 40% delle donne oltre i 70 anni, con effetti significativi sulla qualità della vita e sull’autonomia quotidiana. Si caratterizza per la progressiva degenerazione della cartilagine articolare nelle piccole articolazioni delle dita e del polso, con dolore, rigidità, deformità e limitazione funzionale.
Se hai dolore e rigidità alle dita che interferiscono con le tue attività quotidiane, consulta uno degli specialisti ortopedici nella tua città.
Cause e fattori di rischio
L’artrosi delle mani ha una forte componente genetica (il rischio raddoppia se un genitore ne è affetto), ma diversi fattori accelerano la progressione:
- Età avanzata: la degenerazione cartilaginea aumenta con gli anni
- Sesso femminile: le donne sono colpite molto più spesso, specialmente dopo la menopausa (calo degli estrogeni accelera la perdita di cartilagine)
- Lavori manuali ripetitivi: sarte, pianisti, artigiani
- Traumi pregressi alle articolazioni delle dita
- Obesità: anche le articolazioni delle mani risentono dell’infiammazione sistemica legata al sovrappeso
Quali articolazioni colpisce
L’artrosi delle mani colpisce con preferenza:
- Articolazioni interfalangee distali (IFD): le articolazioni all’estremità delle dita — la sede dei caratteristici noduli di Heberden
- Articolazioni interfalangee prossimali (IFP): le articolazioni centrali delle dita — sede dei noduli di Bouchard
- Articolazione trapeziometacarpale: alla base del pollice — la rizoartrosi, la forma più dolorosa e disabilitante
Sintomi
- Dolore alle dita durante la presa e le attività manuali
- Rigidità mattutina che dura meno di 30 minuti (a differenza dell’artrite reumatoide dove dura ore)
- Noduli di Heberden e Bouchard: ispessimenti ossei duri e indolori nelle fasi avanzate, spesso con deviazione laterale delle dita
- Debolezza nella presa e difficoltà ad aprire barattoli, girare chiavi, scrivere
- Scricchiolio (crepitio) durante i movimenti delle dita
Diagnosi
La diagnosi si basa sull’esame clinico (valutazione dei noduli, della mobilità e della forza di presa) e sulla radiografia delle mani che mostra i segni tipici: riduzione dello spazio articolare, osteofiti (becchi ossei), sclerosi subcondrale e cisti. Gli esami del sangue (VES, PCR, fattore reumatoide, anti-CCP) servono a escludere l’artrite reumatoide, che richiede un trattamento molto diverso.
Trattamento
Non esiste ancora una terapia in grado di ripristinare la cartilagine perduta, ma i trattamenti disponibili controllano efficacemente i sintomi:
- FANS topici (gel di diclofenac o ketoprofene): efficaci e con meno effetti collaterali sistemici rispetto alle compresse
- Ortesi (stecchini per le dita): immobilizzano l’articolazione dolorante in fase acuta e riducono il carico
- Fisioterapia: esercizi di mobilità attiva, rinforzo muscolare della mano, terapie fisiche (ultrasuoni, TENS)
- Infiltrazioni di acido ialuronico o cortisone: nelle articolazioni più dolorose
- Chirurgia: nelle forme severe — artrodesi (fusione) delle IFD per eliminare il dolore; artroplastica (protesi) delle IFP; interventi sulla rizoartrosi
Secondo il Ministero della Salute, i supplementi di glucosamina e condroitina non hanno dimostrata efficacia nel modificare la progressione dell’artrosi delle mani, ma alcune persone riferiscono beneficio soggettivo sul dolore (https://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_2_1_1.jsp?lingua=italiano&id=4).
Domande frequenti
L’artrosi alle mani è la stessa cosa dell’artrite reumatoide?
No: sono due malattie completamente diverse. L’artrosi è una malattia degenerativa della cartilagine, più frequente nell’anziano, con rigidità mattutina breve. L’artrite reumatoide è una malattia autoimmune sistemica, che colpisce preferibilmente persone giovani-adulte, causa rigidità mattutina prolungata (>1 ora) e richiede terapia immunosoppressiva specifica (farmaci biologici).
I noduli di Heberden possono regredire?
No: i noduli di Heberden sono ispessimenti ossei (osteofiti) che si formano per reazione dell’osso subcondrale alla degenerazione cartilaginea. Una volta formati, non regrediscono spontaneamente. Nelle fasi iniziali possono essere dolorosi; nelle fasi avanzate diventano indolori ma causano deformità visibile.
Devo evitare di usare le mani se ho l’artrosi?
No, anzi: l’immobilità prolungata peggiora la rigidità e la debolezza. È importante continuare a usare le mani con carichi moderati, eseguire esercizi quotidiani di mobilità e rinforzo, e usare ausili (apribottoni, impugnature ergonomiche) per ridurre lo stress articolare nelle attività più impegnative.
Cosa fare adesso
L’artrosi delle mani è una condizione che si può gestire efficacemente con la terapia giusta. Prima viene diagnosticata e trattata, più si riesce a preservare la funzione. Rivolgiti a uno degli specialisti ortopedici nella tua città.
Per valutare la rigidità mattutina e l’impatto del dolore articolare sulla mobilità, puoi compilare il test per la salute articolare e artrosi (indice WOMAC).
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Fonti e Riferimenti Scientifici
- Ministero della Salute: https://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_2_1_1.jsp?lingua=italiano&id=4
- Istituto Superiore di Sanità (ISS): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/?term=Artrosi%20mani
- Zhang W et al: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/19017554/
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