La displasia dell’anca è una delle malformazioni ortopediche più frequenti alla nascita, particolarmente comune nelle femmine. Uno screening precoce tramite ecografia permette di identificarla nei primi mesi di vita, quando il trattamento è più semplice ed efficace.
Cos’è la displasia dell’anca
La displasia congenita dell’anca è un’anomalia dello sviluppo dell’articolazione coxo-femorale, in cui la testa del femore non si posiziona correttamente all’interno dell’acetabolo (la cavità del bacino che dovrebbe accoglierla), con un grado di gravità che può variare da una lieve instabilità articolare fino a una vera e propria lussazione dell’anca. È più frequente nelle bambine, e alcuni fattori di rischio, come la presentazione podalica alla nascita o una storia familiare della condizione, aumentano ulteriormente la probabilità di svilupparla.
Perché lo screening precoce è così importante
L’ecografia delle anche neonatali è l’esame strumentale utilizzato per lo screening della displasia congenita dell’anca, e dovrebbe essere eseguita nei primi 2-3 mesi di vita, quando le anche non sono ancora particolarmente ossificate, condizione che rende possibile una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo. Un intervento nei primi mesi di vita, quando l’articolazione è ancora molto plastica e in fase di sviluppo, ha generalmente un’efficacia molto più elevata rispetto a un trattamento avviato più tardivamente, quando le strutture articolari sono già più rigide.
Come si svolge l’ecografia neonatale
L’esame ecografico dura pochi minuti e non causa alcun fastidio al neonato: durante l’esecuzione, il bambino viene posizionato su un fianco con l’assistenza di un genitore, mentre il medico applica sulla zona dell’anca una sonda ecografica ricoperta di gel per acquisire le immagini di entrambe le articolazioni. Il metodo di valutazione più diffuso, chiamato metodo Graf, classifica il grado di maturazione dell’anca in diverse categorie, orientando la successiva strategia terapeutica in base al risultato ottenuto.
Il trattamento nel neonato
Nelle forme diagnosticate precocemente, il trattamento prevede generalmente l’utilizzo di un divaricatore o tutore, un dispositivo che mantiene le anche in una posizione favorevole allo sviluppo corretto dell’articolazione, per un periodo di alcune settimane o mesi in base alla gravità del quadro. Nelle forme diagnosticate più tardivamente o non responsive al trattamento con tutore, può rendersi necessario un intervento più invasivo, che nei casi più complessi include tecniche di riduzione chirurgica dell’anca.
La displasia dell’anca nell’adulto
Una displasia dell’anca non completamente corretta durante l’infanzia può persistere in forma più lieve fino all’età adulta, dove tende a manifestarsi con dolore e a favorire lo sviluppo precoce di coxartrosi, a causa dell’alterata distribuzione dei carichi meccanici sull’articolazione nel corso degli anni. In questi casi, la diagnosi avviene generalmente tramite radiografia del bacino, ed è importante distinguere questa condizione dalle più comuni forme di artrosi dell’anca legate all’usura per impostare un trattamento realmente mirato.
Domande frequenti
Tutti i neonati devono fare l’ecografia dell’anca?
Le linee guida variano tra screening universale e screening mirato ai soli neonati con fattori di rischio (femmine, presentazione podalica, familiarità), a seconda del protocollo adottato dal singolo centro o dalle indicazioni nazionali di riferimento.
La displasia dell’anca guarisce sempre con il tutore?
Nella maggior parte dei casi diagnosticati precocemente sì, ma l’efficacia dipende dalla gravità iniziale della displasia e dalla tempestività della diagnosi e del trattamento.
Si può scoprire una displasia dell’anca da adulti senza saperlo da bambini?
Sì, alcune forme lievi possono restare non diagnosticate durante l’infanzia e manifestarsi con dolore o segni di artrosi precoce solo in età adulta, quando vengono identificate tramite indagini radiografiche mirate.
Quando rivolgersi all’ortopedico
Un ortopedico pediatrico è la figura di riferimento per lo screening e il trattamento della displasia dell’anca nel neonato, mentre nell’adulto un ortopedico specializzato in anca può valutarne le eventuali conseguenze a lungo termine.

Per valutare la rigidità mattutina e l’impatto del dolore articolare sulla mobilità, puoi compilare il test per la salute articolare e artrosi (indice WOMAC).
Fonti
Humanitas Medical Care: Displasia congenita dell’anca: l’importanza dell’ecografia neonatale, https://www.humanitas-care.it/news/displasia-congenita-dellanca-limportanza-dellecografia-neonatale/
Fonti e Riferimenti Scientifici
- PubMed (National Library of Medicine): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/?term=Displasia%20dell%20anca%20nel%20neonato%20nell
- Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT / PubMed): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/?term=Displasia%20dell%20anca%20nel%20neonato%20nell%20clinical%20practice%20guidelines
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