Epicondilite (gomito del tennista): sintomi, diagnosi e trattamento completo
L’epicondilite laterale, comunemente nota come “gomito del tennista”, è una delle tendinopatie più diffuse dell’arto superiore. Colpisce il punto di inserzione dei muscoli estensori del polso sull’epicondilo laterale dell’omero, causando dolore al gomito irradiato sull’avambraccio. Contrariamente al nome, solo il 5% dei casi riguarda tennisti professionisti: la maggior parte dei pazienti sono lavoratori che eseguono movimenti ripetitivi dell’avambraccio.
Se hai dolore persistente al gomito che non passa con il riposo, consulta uno degli specialisti ortopedici nella tua città.
Cause e meccanismo di danno
L’epicondilite è causata da un sovraccarico meccanico ripetuto dei tendini estensori, in particolare del tendine del muscolo estensore radiale breve del carpo (ERCB). Contrariamente a quanto si credeva in passato, non si tratta di una vera infiammazione acuta ma di una tendinopatia degenerativa (angiofibroblastica): le fibre di collagene subiscono microlesioni ripetute che non riescono a guarire completamente, portando a degenerazione della struttura tendinea.
Le attività a rischio includono: lavori di ufficio con uso intensivo del mouse, attività manuali ripetitive (falegnami, pittori, idraulici), sport con racchetta (tennis, padel, squash) e sport da lancio.
Sintomi
- Dolore all’epicondilo laterale (parte esterna del gomito), spesso con irradiazione verso l’avambraccio
- Dolore aggravato dalla presa e dalla torsione del polso (aprire un barattolo, stringere la mano)
- Debolezza nella presa degli oggetti, anche di peso lieve
- Dolore mattutino che migliora con il movimento, poi ricompare dopo sforzo
- Raramente gonfiore visibile al gomito
Diagnosi
La diagnosi è prevalentemente clinica. I test specifici sono il test di Cozen (estensione del polso contro resistenza con gomito esteso, positivo se riproduce il dolore) e il test di Mill (stiramento passivo degli estensori). Gli esami strumentali di supporto sono:
- Ecografia muscolo-tendinea: mostra ispessimento, disomogeneità e neovascolarizzazione del tendine estensore
- RMN: per i casi dubbi, esclude patologie associate (lesioni osteocondrali, sindrome da intrappolamento nervoso)
Trattamento
Il 90% dei casi guarisce entro 12–18 mesi con trattamento conservativo. Le opzioni terapeutiche, in ordine crescente di invasività, includono:
- Riposo relativo e modifica delle attività: ridurre le attività che scatenano il dolore senza immobilizzazione completa
- Fisioterapia: esercizi eccentrici degli estensori, tecarterapia, onde d’urto extracorporee (ESWT) — queste ultime con forte evidenza scientifica nelle forme croniche
- Tutore epicondilitico: fascia controforza applicata 2–3 cm sotto l’epicondilo, riduce la tensione sull’inserzione tendinea
- Infiltrazioni: PRP (Plasma Ricco di Piastrine) ha dimostrato risultati superiori al cortisone nel lungo termine; il cortisone riduce il dolore a breve ma peggiora gli esiti a 12 mesi se usato come unica terapia
- Chirurgia: indicata nel 5–10% dei casi resistenti; debriding artroscopico o open del tessuto tendineo degenerato con eccellenti risultati
Secondo la Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT), le onde d’urto extracorporee rappresentano il trattamento di seconda linea con maggiore evidenza scientifica nelle epicondiliti croniche refrattarie (https://www.siot.it/linee-guida/tendinopatie).
Prevenzione
Per prevenire l’epicondilite: riscaldamento adeguato prima dello sport, tecnica corretta nel tennis (grip non troppo stretto, corda giusta), pause frequenti nei lavori manuali ripetitivi, rinforzo muscolare degli estensori del polso e uso di attrezzature ergonomiche in ufficio.
Domande frequenti
Quanto dura il gomito del tennista?
L’epicondilite è notoriamente ostinata: senza trattamento adeguato può durare 12–24 mesi. Con fisioterapia mirata (esercizi eccentrici + onde d’urto) la maggioranza dei pazienti guarisce entro 6–12 mesi. I casi che persistono oltre 12 mesi con terapia corretta vengono valutati per trattamento con PRP o chirurgia.
Le infiltrazioni di cortisone curano l’epicondilite?
Il cortisone riduce rapidamente il dolore nelle prime 6 settimane, ma studi clinici randomizzati mostrano che i pazienti trattati solo con cortisone hanno peggiori risultati a 12 mesi rispetto a quelli trattati con fisioterapia o “wait and see”. Oggi si preferisce il PRP o le onde d’urto come terapie iniettive di prima scelta.
Posso continuare a giocare a tennis con l’epicondilite?
Non è consigliabile continuare ad allenarsi intensamente durante la fase acuta. Si può mantenere un’attività ridotta (colpi leggeri, senza spin eccessivo) solo se il dolore è gestibile. È essenziale correggere la tecnica, usare una racchetta meno rigida e ridurre la tensione delle corde.
Quando rivolgersi a uno specialista
Se il dolore al gomito dura da più di 4-6 settimane nonostante il riposo, o se interferisce con le attività quotidiane, prenota una valutazione con uno degli specialisti ortopedici nella tua città.
In presenza di intorpidimento o formicolio alle prime dita della mano, puoi effettuare il test di autovalutazione per il tunnel carpale.
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Fonti e Riferimenti Scientifici
- Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT): https://www.siot.it/linee-guida/tendinopatie
- Ministero della Salute: https://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_2_1_1.jsp?lingua=italiano&id=4
- Coombes BK et al: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20970106/
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