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Frattura del femore: sintomi, intervento e riabilitazione

Frattura del femore: sintomi, intervento chirurgico e percorso riabilitativo

La frattura del femore è una delle fratture più gravi e frequenti, specialmente negli anziani con osteoporosi. In Italia si verificano circa 90.000–100.000 fratture del femore l’anno, con una mortalità a un anno che può raggiungere il 20–30% nelle persone molto anziane. Riconoscere i sintomi precocemente e intervenire chirurgicamente entro 24–48 ore dall’evento migliora significativamente la prognosi.

Per qualsiasi domanda sulle opzioni terapeutiche, consulta uno degli specialisti ortopedici nella tua città.

Le tipologie

Le fratture del femore si classificano in base alla sede anatomica:

  • Frattura del collo del femore: la più frequente negli anziani; avviene nella zona tra la testa del femore e il resto dell’osso. Il rischio di necrosi avascolare della testa è elevato
  • Frattura pertrocanterica: coinvolge i trocanteri; è più frequente ma generalmente meno grave perché la vascolarizzazione è migliore
  • Frattura sottotrocanterica: nella zona sotto i trocanteri; richiede sintesi con chiodi endomidollari
  • Frattura della diafisi: asta del femore; tipica dei traumi ad alta energia nei giovani

Cause: anziani vs giovani

Negli anziani: quasi sempre causata da una caduta banale (dalla propria altezza) su un osso già indebolito dall’osteoporosi. Nelle persone con osteoporosi grave la frattura può avvenire persino spontaneamente, prima ancora della caduta. Nei giovani adulti: richiede traumatismi ad alta energia (incidenti stradali, cadute dall’alto, sport ad alto rischio).

Sintomi

  • Dolore intenso all’anca immediatamente dopo la caduta, a volte irradiato alla coscia e al ginocchio
  • Impossibilità a caricare il peso sull’arto e a camminare
  • Deformità visibile: l’arto è accorciato e ruotato esternamente (il piede “punta” verso l’esterno)
  • Gonfiore e hematoma nella zona dell’anca
  • Raramente, nelle fratture da stress o nelle fratture incomplete, il dolore può essere più subdolo e permettere una deambulazione limitata

Diagnosi e trattamento

La diagnosi si conferma con la radiografia standard dell’anca. Se la radiografia è negativa ma il sospetto clinico è alto, si esegue la RMN che evidenzia anche le fratture occulte.

Il trattamento è quasi sempre chirurgico e va eseguito entro 24–48 ore dall’evento per ridurre la mortalità e le complicanze:

  • Frattura del collo del femore: protesi parziale (endoprotesi) o totale d’anca nel paziente anziano; osteosintesi con viti nei pazienti giovani (per preservare la testa del femore)
  • Frattura pertrocanterica: sintesi con chiodo endomidollare o placca-vite dinamica

Secondo il Ministero della Salute, la chirurgia entro 48 ore riduce la mortalità a 30 giorni del 40–50% rispetto all’intervento ritardato (https://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_2_1_1.jsp?lingua=italiano&id=170).

Riabilitazione

La mobilizzazione precoce (già il giorno dopo l’intervento nelle forme stabili) è fondamentale: riduce le complicanze da allettamento (trombosi venosa, polmonite, piaghe da decubito). Il percorso riabilitativo prevede fisioterapia intensiva per 2–4 settimane in struttura dedicata, poi continuazione domiciliare o ambulatoriale. Il ritorno alla deambulazione autonoma avviene in 6–12 settimane nella maggior parte dei casi.

Domande frequenti

Si può non operare una frattura del femore?

Il trattamento conservativo (senza chirurgia) è riservato a pazienti con gravi controindicazioni all’anestesia o con aspettativa di vita molto limitata. In tutti gli altri casi la chirurgia è fortemente raccomandata: senza intervento il rischio di complicanze da immobilizzazione (trombosi, polmonite, piaghe) è elevatissimo e la mortalità a 3 mesi supera il 50%.

Dopo la protesi d’anca si può tornare a camminare normalmente?

Sì: la grande maggioranza dei pazienti torna a camminare autonomamente entro 6–12 settimane dall’intervento. La qualità della riabilitazione e le condizioni generali di salute pre-operatoria sono i fattori più importanti per il risultato funzionale a lungo termine.

Come si previene la frattura del femore negli anziani?

Trattare l’osteoporosi (con farmaci e calcio/vitamina D), prevenire le cadute (valutazione dell’equilibrio, eliminazione dei pericoli in casa, miglioramento della vista), mantenere la muscolatura degli arti inferiori con esercizi regolari e, in alcuni casi, usare protettori dell’anca nei soggetti ad altissimo rischio di caduta.

Cosa fare adesso

Se un anziano cade e non riesce ad alzarsi con dolore all’anca, chiama il 118. Se hai fattori di rischio per frattura del femore (osteoporosi, precedente frattura, difficoltà di equilibrio), consulta uno degli specialisti ortopedici nella tua città per una valutazione preventiva.

Fonti e Riferimenti Scientifici

  • Ministero della Salute: https://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_2_1_1.jsp?lingua=italiano&id=170
  • Istituto Superiore di Sanità (ISS): https://www.epicentro.iss.it/osteoporosi/frattura-femore
  • Moja L et al: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22371513/

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