I colliri cortisonici rappresentano una delle categorie di farmaci oftalmici più utilizzate nella pratica clinica quotidiana. Grazie alla loro potente azione antinfiammatoria, i colliri a base di corticosteroidi vengono prescritti per trattare numerose condizioni oculari, dalla congiuntivite allergica alle infiammazioni post-chirurgiche. Tuttavia, come ogni medicinale, il loro utilizzo richiede attenzione, soprattutto per quanto riguarda gli effetti collaterali sulla salute oculare e sistemica. In questo articolo approfondiamo tutto quello che è necessario sapere su questi farmaci, con un approccio basato su prove cliniche e linee guida internazionali.
Che cos’è un collirio cortisonico e quando viene prescritto?
Un collirio a base di cortisone è una preparazione topica oftalmica che contiene un principio attivo appartenente alla famiglia dei corticosteroidi, come il desametasone, il prednisolone o il fluorometolone. Il tipo di collirio viene scelto dall’oculista in base alla gravità e alla natura dell’infiammazione da trattare.
Le principali indicazioni cliniche per cui questi colliri vengono prescritti includono:
- Infiammazioni del segmento anteriore dell’occhio (uveiti, iriti)
- Congiuntivite allergica grave o resistente ad altri trattamenti
- Infiammazioni post-operatorie dopo interventi di cataratta o chirurgia refrattiva
- Episcleriti e scleriti non infettive
- Cheratiti di origine infiammatoria non infettiva
È fondamentale sottolineare che questi farmaci devono essere sempre utilizzati sotto prescrizione medica e mai in modo autonomo. Secondo le linee guida della Società Oftalmologica Italiana (SOI), l’automedicazione con colliri a base di corticosteroidi è fortemente sconsigliata, poiché può mascherare sintomi di infezioni oculari potenzialmente pericolose o aggravare condizioni preesistenti.
Quali sono gli effetti collaterali del collirio cortisonico?
La domanda che più frequentemente i pazienti pongono riguarda proprio quali sono gli effetti collaterali legati all’uso di questi medicinali. È importante sapere che, pur essendo una terapia topica, i corticosteroidi in forma di collirio non sono privi di rischi, soprattutto in caso di utilizzo prolungato o scorretto.
Effetti sull’occhio
I principali effetti indesiderati a livello oculare comprendono:
- Aumento della pressione oculare: è uno degli effetti collaterali più rilevanti. Secondo studi clinici, circa il 30% dei pazienti trattati con steroidi topici per più di due settimane può sviluppare un’ipertensione oculare, con rischio di evoluzione verso il glaucoma steroide-indotto. Per chi già soffre di ipertensione intraoculare, è consigliabile leggere anche la nostra guida su pressione occhi alta rimedi 2.
- Formazione di cataratta: l’uso cronico di colliri a base di corticosteroidi è associato alla formazione di cataratta sottocapsulare posteriore. Questo rischio aumenta significativamente con trattamenti superiori alle 4-6 settimane.
- Ritardo nella guarigione della cornea: i corticosteroidi possono rallentare i processi riparativi epiteliali corneali, aumentando la vulnerabilità della superficie oculare.
- Peggioramento di infezioni oculari preesistenti: in caso di infezione batterica, virale (es. herpes simplex) o fungina, l’uso di uno steroide può peggiorare significativamente il quadro clinico.
- Occhio secco e irritazione: alcuni pazienti riportano un’accentuazione della sintomatologia da secchezza oculare. Se il problema dell’occhio secco non si risolve, ti invitiamo a consultare la nostra approfondita guida su occhio secco non passa.
Avvertenza: gli effetti collaterali sistemici del cortisone in gocce
Una avvertenza spesso sottovalutata riguarda la possibilità di effetti collaterali sistemici. Sebbene i colliri vengano applicati localmente, una parte del principio attivo può essere assorbita attraverso la mucosa nasale (via il dotto lacrimale), entrare nel circolo sistemico e causare effetti simili a quelli di una terapia corticosteroidea orale, seppur in misura ridotta.
Tra gli effetti collaterali sistemici potenzialmente rilevanti si segnalano: aumento della glicemia (particolarmente importante nei pazienti diabetici), soppressione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene in caso di uso prolungato e, nei bambini, possibile rallentamento della crescita. Premere sul puntino lacrimale (occlusione puntale) per 1-2 minuti dopo l’instillazione del collirio è una semplice manovra che riduce significativamente l’assorbimento sistemico del farmaco.
Quali sono le controindicazioni al collirio con cortisone?
Le principali controindicazioni all’utilizzo di colliri a base di corticosteroidi includono:
- Presenza di infezioni oculari attive di natura batterica, virale o fungina
- Glaucoma diagnosticato o sospetto, o storia personale di ipertensione oculare steroide-indotta
- Ulcere corneali o abrasioni della cornea
- Ipersensibilità nota al principio attivo o ad altri componenti del medicinale
- Cheratite erpetica (causata da herpes simplex): l’uso di cortisone può favorire una grave progressione dell’infezione
In questi casi, l’oculista valuterà terapie alternative o approcci combinati più sicuri per il paziente.
Posologia e uso corretto: come si instilla il collirio cortisonico?
La posologia dei colliri cortisonici varia in base alla condizione trattata e deve essere sempre definita dall’oculista. In linea generale, la frequenza di instillazione può variare da 1 a 6 volte al giorno, con progressiva riduzione della dose (tapering) al migliorare del quadro clinico. È assolutamente controindicato sospendere bruscamente il trattamento senza indicazione medica, poiché potrebbero verificarsi fenomeni di rimbalzo infiammatorio.
Per un utilizzo sicuro del medicinale, è importante ricordare di non superare la posologia indicata, di non condividere il flacone con altri, di sostituire il flacone aperto entro 28 giorni e di non toccare la punta del contagocce con l’occhio o con le mani.
Quale collirio si può usare in gravidanza?
La gravidanza rappresenta un periodo di particolare attenzione nell’uso di qualsiasi farmaco, inclusi i colliri. L’uso di colliri a base di corticosteroidi in gravidanza è generalmente sconsigliato nel primo trimestre e deve essere valutato con estrema cautela anche negli altri trimestri. Le linee guida dell’OMS raccomandano di preferire, ove possibile, colliri privi di conservanti e a basso potenziale di assorbimento sistemico. In caso di necessità assoluta, il fluorometolone è considerato il corticosteroide topico con il minore profilo di rischio sistemico, ma la decisione deve sempre essere presa dall’oculista in collaborazione con il ginecologo. In alternativa, per condizioni come la congiuntivite allergica lieve, si possono valutare colliri a base di antistaminici topici o stabilizzatori dei mastociti, considerati più sicuri in gravidanza.
FAQ: domande frequenti sul collirio cortisonico
Quali sono gli effetti collaterali del cortisone sulla vista?
I principali effetti collaterali del cortisone sulla vista comprendono l’aumento della pressione oculare con rischio di glaucoma, la formazione di cataratta sottocapsulare posteriore con uso prolungato, l’alterazione della superficie corneale e la riduzione delle difese immunitarie locali con conseguente rischio di infezioni. Questi effetti sono dose- e tempo-dipendenti e possono essere minimizzati con un uso appropriato sotto controllo specialistico.
Quali sono gli effetti collaterali del cortisone in gocce?
Oltre agli effetti indesiderati locali già descritti, il cortisone in gocce può causare, in casi di uso prolungato, effetti collaterali sistemici come alterazioni della glicemia, soppressione surrenalica e, nei bambini, interferenze con la crescita. L’occlusione puntale post-instillazione è la principale strategia preventiva per ridurre l’assorbimento sistemico del farmaco.
Quali sono gli effetti collaterali dei colliri a base di corticosteroidi più comuni?
Gli effetti collaterali più comuni dei colliri a base di corticosteroidi includono bruciore o lieve irritazione al momento dell’instillazione, sensazione di corpo estraneo, lieve arrossamento e, in caso di uso prolungato, aumento della pressione oculare. Meno frequentemente si possono verificare visione offuscata transitoria o reazioni allergiche agli eccipienti del medicinale.
È possibile usare il collirio cortisonico per la congiuntivite?
I colliri cortisonici possono essere indicati per alcune forme di congiuntivite, in particolare quelle di natura allergica grave o di origine infiammatoria non infettiva. Sono invece assolutamente controindicati nelle forme di congiuntivite batterica o virale, dove l’uso di uno steroide potrebbe favorire la progressione dell’infezione. La diagnosi differenziale è fondamentale e deve sempre essere effettuata da un oculista prima di iniziare qualsiasi terapia con farmaci corticosteroidei.
Fonti scientifiche e linee guida di riferimento
- Società Oftalmologica Italiana (SOI) – Linee guida per l’uso dei corticosteroidi topici in oftalmologia: soiweb.com
- World Health Organization (OMS) – Sicurezza dei farmaci in gravidanza: who.int
- National Eye Institute (NEI) – Informazioni su glaucoma e cataratta: nei.nih.gov
- American Academy of Ophthalmology (AAO) – Guidelines on corticosteroid use in ocular inflammation: aao.org
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